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    UW033 Le Grand Bleu (2010) 60x80 plexiglass - 30x40 digital print

    The sea is certainly a subject that often we find in the history of art: all artists, sooner or later, have to face this issue. I called my project "Le grand bleu", as the great Jacques Mayol called the sea of Elba, referred he was in love (probably from the title of the film in 1988 that Luc Besson had dedicated to him).

    And I tried to imagine what could have been the visions underwater of Jacques Mayol, who devoted all his life to his passion for the sport, freediving and respect for the environment, convinced that the man should become all one with nature and the sea.

    Inspired by these principles and fantasizing the same depths, the prospects for diving and the sea floor, I tried to produce images that could bring the viewer to the feeling you get underwater, in an environment away from what is our world usually, in which we are accustomed to visual perception and sound very different.

    I wanted to create a "suspension" effect, reproducing with shapes, light and color, the alienating situation, but at the same time, seductive that you may feel only underwater: a quiet, relaxing, cancellation condition of our usual idea of the space and of the time.

     

    Il mare non è certamente un soggetto originale nella storia dell’arte, tutti gli artisti prima o poi si confrontano con questo tema. Ho chiamato il mio progetto “Le grand bleu”, come il grande Jacques Mayol chiamava il mare dell’Elba, di cui era innamorato (probabilmente dal titolo del film che nel 1988 Luc Besson gli aveva dedicato).

    E ho cercato di immaginare  quelle che avrebbero potuto essere le visioni subacquee di Jacques Mayol, che consacrò  tutta la sua vita alla passione per lo sport, alle immersioni in apnea e al rispetto per l’ambiente, convinto che l’uomo dovesse diventare tutt'uno con la natura e con il mare.

    Ispirandomi a questi principi e fantasticando le stesse profondità, le prospettive subacquee e il fondo del mare, ho cercato di produrre immagini che potessero avvicinare l’osservatore alle sensazioni che si provano sott’acqua, in un ambiente lontano da quello che è il nostro mondo solito, nel quale siamo abituati a percezioni visive e sonore ben diverse.

    Volevo creare un effetto di “sospensione”, riproducendo, con forme, luci e colori, quella situazione alienante, ma seducente nello stesso tempo, che solo sott’acqua si può avvertire: una silenziosa, rilassante, condizione di annullamento della nostra abituale idea dello spazio e del tempo.

raffaele cavazzoni artist & architect
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